Un occhio all'uomo fotografato in bicicletta con camicia azzurra che pedala per le vie di Brera (sul blog the sartorialist) per capire quanto il senso estetico sia facile se ereditato alla nascita e difficile se non lo si ha, o meglio, è. Trovare due signori così in un solo giorno è un bel colpo e accade, giuro. Più facile, è vero, accontentarsi di poco, di divise blu o nere, gessati da Wall Street portati senza disinvoltura e creatività. Facile è il nero, sempre vestiti a lutto, anti smog e pure con la pretesa di sembrare più magri. Nessuno sforzo per abbinare colori dicono gli adepti perchè ignorano quanto sia piacevole miscelare, sfumare, contrastare. Un dono che si riconosce a colpo d'occhio, perchè chi è dotato di snobismo estetico entra nel campo visivo con grazia, gioia e senza curarsene...è così e basta. Bisogna dirlo a chi fa stampare cartoncini con dress code "flamboyant", "total white", "total black", "anni "60". Il black tie, se è il caso, basta e avanza, uno si regola di conseguenza e resta quel che è...speriamo un esteta eterodosso.
p.s: gradito il cappello fiorito è l'unico altro dress code che piace davvero e per quello bisogna aspettare maggio quando Orticola fiorisce ai giardini di Palestro
giovedì 8 novembre 2007
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4 commenti:
dannatamente d'accordo. Accade assai, ultimamente!
procediamo con ordine: quello che mi piace fare quando mi vesto
1- guardarmi
2-scegliere una camicia o le scarpe
3-da lì decido tutto il resto (molto verde)
4-sulla giacca mi soffermo un po' di più
5-penso che espressione avrebbe il tuo volto guardandomi e questo già è sintomo di un forte snobismo estetico
Ecco da dove nascono le tue collezioni di cappelli con i fiori, ma ne fai ancora?
I mocassini, mi chiedo perchè piacciono così tanto alle dnne.
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