è quello di Alessandro. Et voilà
Buongiorno!.... sono in mezzo al traffico, in fila come al solito, affianco a me solo facce grigie e tristi.
Colonna di sottofondo Joe Cocker, Simple Minds, U2 e compagnia cantanti, sparati a tutto volume, perché se il rock non lo senti a volume alto è come farsi un buon moijto senza mischiarlo, una vera schifezza.
In testa il mio sogno della giornata: una bella spiaggia, con sabbia bianchissima e un cielo turchese che ti abbaglia.
Mi chiedo: ma questi avranno anche loro dei sogni!??.... In fondo, costa veramente poco e ti fa stare bene.
Mah! …resto con i miei dubbi e sparo la musica sempre più ad alto volume. Mi guardano come se fossi un alieno.
Ora ti lascio, sono in ufficio e i miei capi rompiscatole volteggiano come gli avvoltoi nel deserto dell’Arizona, su una vecchia carcassa.
Ti auguro una buona giornata.
martedì 30 ottobre 2007
domenica 28 ottobre 2007
Gli orologiai di via Montenapoleone hanno il fuso di Singapore, New Delhi e New York...quello di Milano fa troppo provincia?
Da Singapore direttamente a New Delhi, senza fare il check in ma spostando lo sguardo da un orologio all'altro nella stessa vetrina..per andare a New York basta fare un passo e spostarsi nella finestra accanto dove, magia, si può optare anche per la più vicina ma pur sempre endorfinica Londra. Sono certa che i signori Antoine Norbert de Patek e Adrien Philippe ci sarebbero rimasti assai male. Del resto, neanche a me ha fatto piacere. E' domenica pomeriggio, ho un appuntamento alle 18.40 (sono anche un po' svizzera, si sa), la notte prima ho fatto tardi e diligentemente alle tre ho spostato le lancette del mio orologio indietro di un'ora (oltre a regolare i due cellulari che possiedo, la sveglia e l'orologio della cucina), siccome detesto arrivare in ritardo e anche in anticipo (per non mettere in imbarazzo altri time-osservanti come me) e nell'operazione di sintonizzazione sull'ora solare temo di aver perso o preso qualche minuto (la nonna paterna fa Waldenmaier e quella materna Tonon, altoatesina doc) decido di confrontarmi con la vetrina dell'orologiaio doc di Montenapoleone, passo proprio di lì per andare all'appuntamento. Non è una buona idea. Lo so, non sono a Ginevra, ma gli orologi in vetrina sono quasi tutti svizzeri...Eppure su tredici quadranti non solo uno che si degni di avere le lancette sulle 18.30, l'ora a Milano, minuto più, minuto meno, nell'istante in cui mi sono fermata davanti al negozio. A onor del vero due orologi segnerebbero l'orario giusto se dalla notte prima non si fosse tornati all'ora solare. Sarà che ormai in via Montenapoleone fanno shopping solamente i giapponesi, i russi e gli indiani (il signor Tata no, non si è ancora visto) ma qualche milanese che non ha ancora un Rolex ci sarà in circolazione? o no? Mi squilla il cellulare, il mio amico Alessandro dice che è in anticipo e mi viene incontro in via Manzoni...
p.s: I post del mio blog sono regolati sul fuso della California come mi ha fatto notare Marià...ma la cosa non mi dispiace affatto, anzi
p.s: I post del mio blog sono regolati sul fuso della California come mi ha fatto notare Marià...ma la cosa non mi dispiace affatto, anzi
mercoledì 24 ottobre 2007
Guardare la tv fa male
Noblesse oblige...anche davanti alla caduta di stile (solo?) delle Invasioni barbariche
Simpatica, tremendamente ironica e sicuramente più brava a giocare con le parole e con la vita della sua intervistatrice. Con un sorriso e quell'aria di chi non si prende tanto sul serio da cedere a banali provocazioni Lucrezia Lante della Rovere ha dato una lezione di stile e forse anche di vita a Daria Bignardi, una che intervista un'attrice sul film che ha appena girato e si vanta pure di non averlo visto...ho mandato un altro a vederlo... beh forse avrebbe fatto meglio a mandare il collaboratore anche in video a fare l'intervista. Forse lui qualche spunto per domande meno banali, trite e ritrite sulla mamma, sul papà e sull'ex compagno Luca Barbareschi, lo avrebbe trovato...Brava Lucrezia, scivolare sul cattivo gusto è un'arte.
sabato 20 ottobre 2007
Parole stonate
Forse è una pruderie, lo so, è che lo si sente dire sempre più spesso. E stona. Vorrei sapere chi ha importato la rùbrica. Forse un inglese che si è stabilito a Milano qualche anno fa e ha cominciato a contagiare amici, colleghi, collaboratori, cugini, amanti. Molte di queste persone hanno interpretato questa stravaganza (pardon, errore) come una raffinatezza dal sapore inequivocabilmente british e hanno cominciato ad ammorbare le loro case, i loro ospiti con questo bizzarro accento (per usare un eufemismo). Deve essere accaduto in inverno, in un pomeriggio piovoso, quando le macchine sono in colonna al semaforo, i tram sono zeppi di gente, i marciapiedi sono lucidi e bagnati e tutto sembra così terribilmente banale: il signor Smith deve telefonare per prenotare un tavolo per due in quel ristorante dove ha mangiato il più buon risotto della sua vita e dove lo cerca? Nella rùbrica, ovvio. Il danno è fatto. Ma si può ancora correre ai ripari. Prendo la mia rubrica, e lo dico così come lo pronuncio dalle elementari, chiamo il signor Smith e mi faccio portare a cena in quel ristorante che lui adora. Dopo due bicchieri di buon rosso, mentre le sue papille gustative stanno raggiungendo il culmine del piacere, diciamo alla quinta forchettata, gli parlo. Finalmente la sua rubrica non sarà più la stessa e forse lui ordinerà un'altra bottiglia.
giovedì 18 ottobre 2007
Immenso e rosso!
Hommage à Jacques Prévert
Immense et Rouge
Immense et rouge
Au-dessus du Grand Palais
Le soleil d'hiver apparaît
Et disparaît
Comme lui mon coeur va disparaître
Et tout mon sang va s'en aller
S'en aller à ta recherche
Mon amour
Ma beauté
Et te trouver
Là où tu es.
Immenso e rosso
Sopra il Grand Palais Il sole d'inverno viene E se ne va Come lui il mio cuore sparirà E tutto il mio sangue se ne andrà
Se ne andrà in cerca di te
Amore mio Bellezza mia E ti ritroverà In qualunque posto tu stia.
Immense et Rouge
Immense et rouge
Au-dessus du Grand Palais
Le soleil d'hiver apparaît
Et disparaît
Comme lui mon coeur va disparaître
Et tout mon sang va s'en aller
S'en aller à ta recherche
Mon amour
Ma beauté
Et te trouver
Là où tu es.
Immenso e rosso
Sopra il Grand Palais Il sole d'inverno viene E se ne va Come lui il mio cuore sparirà E tutto il mio sangue se ne andrà
Se ne andrà in cerca di te
Amore mio Bellezza mia E ti ritroverà In qualunque posto tu stia.
giovedì 4 ottobre 2007
Eccellenti letture e i due Carofiglio
L'iniziativa è lodevole, soprattutto in un'Italia dove si comprano pochi libri e si legge ancora meno. Gli attori che sono chiamati a leggere sul palco danno un tocco glamour, soprattutto se si chiamano Nicoletta Romanoff (bravissima...proprio lei che è divantata famosa ai più come aspirante velina nel film di Muccino) e Giorgio Pasotti. Gianrico e Francesco sembrano pure avvezzi al palco e si lanciano in qualche battuta. Chi se lo sarebbe aspettato da un Carofiglio ex-magistrato con fama di antipatico e, soprattutto, di scrittore talentuoso ed emozionante, mi riferisco a Testimone consapevole e Ad occhi chiusi (entrambi Sellerio)? Sentir recitare da altri delle pagine che hai letto sul divano di casa e che hai centellinato perchè il racconto ti piaceva così tanto ma ormai stavi arrivando alla fine, sentire con la voce di un attore quelle frasi su cui ti sei soffermato perchè cercavi di immaginare, di sentire la voce e i colori di quelle emozioni stampate e di quelle scene descritte fa uno strano effetto. Tornata a casa ho preso dalla libreria Testimone inconsapevole, le ultime pagine, lui chiama Sara, la porta a cena e dice quel che per troppo tempo non era riuscito a dire, poi la notte insonne e finalmente la voglia di ri-cominciare con Margherita. Mi ha fatto un bellissimo effetto.
lunedì 1 ottobre 2007
Le scarpe e Nanni Moretti
Il post sulle calze e poi sulle scarpe mi ha fatto tornare in mente Michele Apicella e le sue fissazioni. Sulle scarpe si potrebbe scrivere molto ma le sue battute dicono già così tanto:
A me piacciono le coppie felici, io li aiuto, li indirizzo sulla strada giusta, gli dò consigli, però non li seguo più quando fanno quegli errori cosí stupidi. Cominciano a dirti le bugie, poi si separano, poi ritornano a stare insieme però è troppo tardi, perché ormai sono feriti e cattivi e allora non li voglio più vedere.
Una volta era più facile giudicare, come con le scarpe: c'erano solo alcuni modelli, molto caratterizzati, erano quel tipo di scarpe e basta. Ora invece tutto è più confuso, uno stile si è intrecciato a un altro, le cose non sono più nette"
A me piacciono le coppie felici, io li aiuto, li indirizzo sulla strada giusta, gli dò consigli, però non li seguo più quando fanno quegli errori cosí stupidi. Cominciano a dirti le bugie, poi si separano, poi ritornano a stare insieme però è troppo tardi, perché ormai sono feriti e cattivi e allora non li voglio più vedere.
Una volta era più facile giudicare, come con le scarpe: c'erano solo alcuni modelli, molto caratterizzati, erano quel tipo di scarpe e basta. Ora invece tutto è più confuso, uno stile si è intrecciato a un altro, le cose non sono più nette"
Calze a righe
Il dettaglio fa la differenza. Così se da un volto che colpisce scendo lentamente per uno sguardo d'insieme e trovo dei calzettoni a righe, non quelli modaioli e borghesucci di Gallo, ma un'infilata di verdi bianche e nere strisce giocate come una manciata di dadi, allora decido che ho fatto centro. La scarpa, poi, è un mocassino di camoscio testa di moro. Risalgo con lo sguardo e sorrido a un volto che forse ho sempre conosciuto ma che non vedevo da molto tempo...
Iscriviti a:
Post (Atom)

