giovedì 11 dicembre 2008
Gli americani, la Green card e Jennifer
La mia passione per New York resiste. Nata quando Obama era ancora un sogno, non ha nessuna connotazione politica ma direi che è più un'ispirazione-aspirazione e, in quanto tale, può andare e tornare liberamente. Sta di fatto che qualche giorno fa penso che l'idea di iscrivermi alla lotteria per la green card è una cosa divertente. My english teacher mi dice pure che una sua amica ha vinto...Procedo. M'infilo in uno dei tanti siti che ti aiutano a compilare la domanda, lascio i miei dati e anche il mio cellulare. Poi trovo l'official web site, scarichi il modulo e lo compili (incredibile ma l'American service center a cui spedirlo è a due passi da casa mia, può essere un segno), peccato che le iscrizioni per la lotteria 2010 siano state chiuse il primo dicembre. Tento al prossimo turno, no problem. Comunque Jennifer, una delle operatrici del sito a cui ho lasciato i dati mi chiama il pomeriggio dopo. Hi Isabella, how are you? I'm Jennifer from...Non posso parlarle e le dico di richiamarmi l'indomani. Il giorno dopo è ancora lei. Parlare con New York, magari un ufficio sulla 42esima, between Madison and Fifth av, mi piace (magari è uno di quei palazzetti di Spring street, magari un call center di Bombay oppure un anonimo stabile di Pittsburg chissà), ma il modulo lo compilo l'anno prossimo. Jennifer è gentile: Isabella, How are you today? Ancora non posso parlarti, i meeting milanesi capitano nei momenti meno oppotuni. Il giorno seguente, al terzo tentativo, Jennifer procede con un email, nell'oggetto c'e: in seguito alla nostra telefonata di ieri. Insomma, gli americani vogliono quasi sempre solo la tua carta di credito, si sa, ma sono carini, gentili, ci sanno fare, ti fanno chiamare dallo stesso operatore, sembra che vogliano davvero aiutarti. Ti fanno venire davvero voglia di vincerla questa Green card, magari quando riaprono le iscrizioni.
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